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Amicizia e antagonismo

Nel mondo dello sport, nella misura in cui gli antagonisti contrapposti nella competizione variano, assistiamo a una varietà di dinamiche di interazione assai differenti: agli opposti estremi si parte da un’assoluta reciproca antipatia, fino a raggiungere l’omologo opposto in cui gli atleti si scambiano rispetto e reciproca ammirazione. Continue reading

Essere all’altezza dei propri allievi

Un insegnante dovrebbe sempre essere all’altezza del proprio incarico, della propria missione (trasmettere la conoscenza, rendere curiosi, trasmettere passione per una disciplina, scolastica o sportiva che sia), dei propri allievi. Continue reading

L’interruttore dell’emotività

Ogni stato d’animo determina automaticamente un comportamento fisiologicamente caratteristico: in un momento di sofferenza o disperazione, assumiamo spontaneamente una postura chiusa, piegata su se stessa, le mani al viso, gli occhi chiusi: l’addome è chiuso e contratto e preme contro il diaframma determinando una respirazione breve e frammentaria, mentre una morsa allo stomaco contribuisce al generale irrigidimento muscolare, a un torpore fisico e mentale che si diffonde in una spirale di malessere che sembra senza fine. Continue reading

Sbagliando si impara

Se errare è umano, allora non c’è nulla di sbagliato.

Errare è alla base del principio dell’apprendimento, è il fondamento dell’evoluzione: provare ripetutamente modalità diverse fino all’individuazione di quella giusta, è il processo che ci permette di progredire. Continue reading

Alex Zanardi Medaglia d’Oro

Alle Paralimpiadi di Londra, alla soglia di 46 anni, Alex Zanardi conquista la medaglia d’oro con la sua handbike sul circuito di Brans Hatch dove ottenne la sua prima pole in Formula 3000 nel 1991. Continue reading

[:it]Miracoli della natura umana[:]

[:it]Cos’è che permette a un’atleta di esprimere una performance apparentemente impossibile?

Il mondo dello sport è ricco di storie straordinarie che raccontano imprese miracolose e inconcepibili, che hanno lasciato una traccia indelebile nella memoria e nel cuore di tante persone: emozioni profonde e intense, propagate da un singolo individuo a una folla sconfinata, colpita dall’eccezionalità di un evento travolgente, unico e irripetibile. Continue reading

[:it]Mandare lo sport in fumo[:]

[:it]Durante una risalita in seggiovia (in una nota località sciistica) mi sono ritrovato seduto accanto a tre giovani atleti dello sci, diciamo sui 15-16 anni: uno di questi, abbigliato come un vero campione dello slalom, gustava una sigaretta declamando le sue prodezze quotidiane per eludere i controlli dei genitori. Continue reading

La vita e’ un sogno?

Questo post nasce per caso al bar, dove prendendo il caffè mi è capitato di ascoltare una discussione, apparentemente frivola,  sul tema della vita: ovvero, se questa fosse un sogno o se i sogni aiutassero a vivere.. peraltro, famoso cavallo di battaglia di una nota trasmissione televisiva notturna. Sapendo di avere un appuntamento radiofonico per un’intervista, ho pensato che poteva essere interessante portare un fatto raccolto per strada, in un momento di ordinaria quotidianità. Così ho deciso di approfittare del mio blog per cominciare a scaldarmi un po’ sull’argomento, lasciando affiorare le prime riflessioni che in chiave di programmazione neuro linguistica sono solito elaborare.

Punto primo: la vita non è un sogno (a meno che non si creda di essere nel film MATRIX); certamente può offrirci esperienze talmente belle e avvincenti da spingerci a descrivere paragoni onirici ma solo per la necessità di condividere con gli altri la nostra meraviglia.

Punto secondo: i sogni sono una parte fondamentale e integrante della nostra vita reale; essi appartengono al nostro inconscio e alla necessità di lasciarlo esprimere affinché qualcuna delle sue perle possa raggiungere un qualche livello di consapevolezza, nell’ambito della cosiddetta sfera razionale.

Insomma, i sogni sono reali (fenomeni neurologici) perché avendo luogo nella nostra mente, ci consentono di vivere vere e proprie esperienze sensoriali, fatte di colori, suoni e altro ancora. Certo, sognare di volare non significa avere la capacità di fare altrettanto in questo mondo, così inevitabilmente soggetto alla forza di gravità: tuttavia, sognare di volare è un’esperienza che può influenzare il nostro umore, se non addirittura condizionare un determinato processo decisionale; a quell’esperienza attribuiamo un valore, un significato, che potrebbe scatenare un processo motivazionale tale da spingerci a compiere azioni che prima non avremmo svolto.

Per esempio, io adoro sciare e talvolta mi capita di sognare di farlo, con sensazioni che definirei sublimi, emozionanti, appaganti. Al risveglio, piuttosto che biasimare che si sia trattato “soltanto di un sogno”, preferisco compiacermi e trattenermi ancora un momento per cercare di ripercorrere le fasi più belle di questa esperienza…Poi, mi rendo conto di quanto il mio subconscio abbia voluto segnalarmi l’importante necessità di “staccare” dalla pesante routine quotidiana con qualcosa di assolutamente gratificante.. e finisco per pianificare qualcosa di coerente con l’esigenza che ho compreso di avere. A volte, presi dalla frenesia della quotidianità, ci dimentichiamo di noi stessi, trascurando il bisogno di una pausa, di un’attività che ci rigeneri per affrontare nuovi impegni: in un angolo remoto della nostra mente, in un posto chiamato inconscio, si attiva allora qualcosa che attira la nostra attenzione su quanto d’importante abbiamo trascurato e richiede il nostro intervento; a volte è una strana sensazione con la quale ci svegliamo (e che non sappiamo spiegare), a volte è più esplicitamente un sogno a illuminarci..purché ci trovi disposti ad accettare il sano confronto con noi stessi.

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