Author: Marco Formica (page 5 of 7)

Sognare nello Sport

Sognare è un’attività celebrale che tutti svolgono..ma pochi apprezzano per i benefici che può rappresentare.I sogni a volte ci dicono molto delle cose a cui pensiamo o sulle quali è molto impegnato il nostro inconscio. Ma a parte questo, l’aspetto che spesso sottovalutiamo è che il sogno è un modo per vivere esperienze di ogni genere senza che il nostro corpo debba necessariamente essere coinvolto. Ovviamente, non sto dicendo che il sogno avvenga al di fuori del nostro corpo, ma certamente se sognassimo di camminare il nostro corpo non sarebbe impegnato a farlo..non in quel momento.Ma la cosa più interessante avviene quando sogniamo di fare qualcosa che dubitiamo di saper fare bene nella realtà: è qualcosa di straordinario perché il sogno ci permette di esplorare e sperimentare cose anche molto impegnative o rischiose in assoluta sicurezza.

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Il Preparatore mentale

Chi capisce qualcosa di Tennis, sabato scorso ha assistito ad una delle partite più belle di sempre.
Francesca Schiamone, è entrata a far parte dei grandi campioni di questo sport aggiudicandosi in due set il Torneo del Roland Garros. Una cosa che non accadeva da 54 anni.
Ma quello che ha reso questa vittoria ancora più bella è stata la lucidità mentale con cui Francesca ha gestito ogni momento della partita: non ci sono stati momenti di fortuna o sfortuna ma solo una fredda capacità tattica a cui ha saputo corrispondere un precisi gesti atletici, calibrati con la massima precisione in ogni circostanza.
E proprio per questo, non mi ha stupito scoprire che si avvalesse anche di un preparatore mentale che la segue assiduamente. Finalmente anche lo sport italiano sta cominciando a scoprire quanto sia importante occuparsi di ciò che determina la motivazione, la convinzione, la perseveranza, la precisione, l’intensità che c’è dietro qualsiasi gesto atletico.
Finalmente qualcuno comincia a capire che un atleta prima di tutto è un essere umano e come tale, per quanto grande possa essere il suo talento sportivo, resta comunque una persona con le fragilità, le paure, i dubbi, i sogni, le ambizioni e le necessità che chiunque può avere.
Pensare che scaraventando un ragazzo di 18 anni in serie A di calcio non possa provocare effetti collaterali solo perché il denaro fa passare in secondo piano qualsiasi problema, è come caricare una bomba ad orologeria senza sapere a che ora sia stata regolata..ma è certo che prima o poi scoppierà.
Il mondo dello sport investe molti soldi per allenare i suoi atleti ma spende poco per innovare le modalità con cui farlo: forse molti sono convinti che si tratti di ripetere il più possibile un gesto tecnico indipendentemente dalla voglia di compierlo, ma io credo che quest’ultima sia più importante di qualsiasi altra cosa.
La vittoria, e vale per qualsiasi sport, non è una cosa che si può ordinare a domicilio come la pizza:
se veramente la vuoi, la vittoria è una cosa che ti devi andare a prendere. E quando di mezzo ci sono allenamenti impegnativi e sacrificanti, mantenere alta e costante la propria motivazione è qualcosa che richiede l’affiancamento di un esperto: qualcuno che ti aiuti a capire cosa vuoi e come puoi ottenerlo attraverso le risorse di cui disponi, allenandoti a conoscere e sfidare i tuoi stessi limiti, fino a spostarli sempre un pelo più avanti..fino a diventare più forte di quanto fossi un attimo prima, fino a diventare più forte dei tuoi avversari.

I figli sono come un po’ come i cani

Chiedo scusa per il titolo ma volevo essere premeditatamente provocatorio e spiegherò il perché.

Talvolta c’è gente che per qualche ragione desidera un cane, senza considerare che si tratti comunque di una forma di vita organica, provvista di esigenze alquanto ovvie (e prevedibili) come fare la pipì al meno un paio di volte al giorno. Queste persone, se vi soffermerete ad osservarle, noterete con quanta fretta ed insofferenza accompagnano il proprio Fido ad espletare le sue inevitabili funzioni fisiologiche, incitandolo a sbrigarsi e strattonandolo malamente (con il guinzaglio) ogni qualvolta si sofferma ad annusare il suo fantastico mondo fatto di odori. In quel momento lui non è più quella dolce palla di pelo che aspetta il  ritorno a casa del padrone per fargli le feste: non è più quella creatura adorabile che almeno per un po’ aveva riportato la serenità  in famiglia. No: in quel momento è diventato l’invalicabile ostacolo che si frappone tra costoro e l’orario della partita di calcetto; è il monolitico obelisco egiziano che devono lentamente e  faticosamente trascinare fino al proprio sito archeologico; più pesante dello zaino tattico degli alpini (40kg) dopo una marcia di 20 km in montagna e più testardo di un mulo sordo, il povero cane viene appellato manco fosse responsabile del disastro petrolifero nel Golfo del Messico.

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Scegliere e cambiare idea

A volte, capita di dover prendere decisioni drammatiche, la cui portata determina conseguenze importanti sul nostro futuro. Stabilire se accettare o meno l’accanimento terapeutico per una malattia che non lascia scampo, valutare se interrompere o meno una gravidanza non desiderata, decidere se sacrificare o meno i propri valori per la carriera, sono solo alcune delle situazioni più o meno “estreme” che la vita talvolta ci pone. Una ricetta per affrontare questi dilemmi è cercare la presenza di una possibile terza alternativa ma talvolta può accadere che non ci sia. In questo caso, stilare una lista di “pro e contro” per l’uno e l’altro caso può aiutarci a visualizzare meglio la qualità delle possibili prospettive, per valutarle meglio con cognizione di causa.

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I paradossi della natura umana

Uno dei temi più trattati dal Coaching è il cambiamento: che questo sia di natura professionale o privata, riguarda comunque un conflitto interno alla natura umana, da sempre.

Eppure, osservando la natura umana stessa, la storia dell’uomo comincia, prosegue e finisce attraverso un numero incalcolabile di continui cambiamenti: a partire dall’embrione, alla formazione dell’individuo, la storia di una persona è accompagnata dal persistente variare di ogni possibile cosa dentro di se, quanto fuori di se. Nel senso che il nostro cambiamento avviene all’interno di un contesto altrettanto in divenire. Cambiano i tempi in cui viviamo, cambiano le condizioni atmosferiche, cambiano i luoghi che frequentiamo, cambiano le leggi, le strade, le tecnologie, le culture. Non c’è nulla che resti immutato: perfino la roccia, modifica la sua forma sotto la continua percussione delle piogge.

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Il segreto e’ partire da cio’ che si ha

Molte persone sono afflitte da problemi per i quali non sono in grado di intravedere una soluzione: inevitabilmente nel tempo questo disagio si tramuta in frustrazione fino a sfociare in depressione. Il fatto è che spesso la nostra natura tende a farci focalizzare su ciò che ci manca, piuttosto che su ciò di cui disponiamo, distogliendoci ulteriormente dalla possibile soluzione. Personalmente, tutte le volte che sono rimasto chiuso fuori casa senza chiavi sono poi riuscito ad entrare in qualche modo: è la vecchia storia di chi vede il bicchiere mezzo vuoto oppure mezzo pieno; non mi sono mai tormentato sul fatto che non avessi le chiavi ma piuttosto ho sempre pensato che un modo alternativo per entrare dovesse assolutamente esistere. Oggi infatti, posso affermare che un portone chiuso può essere aperto con un chiodo, con una lastra per raggi X, con il filo di nylon del decespugliatore,  con un filo di ferro..e per chi lo volesse, sono in grado di fornire i dettagli. Quello che però vorrei si capisse, è che rimettendo totalmente in discussione il concetto per il quale le porte si aprono solo con la chiave, ci sarà possibile compiere cose che non ci saremmo mai aspettati di saper fare. Nei momenti di difficoltà,  restare calmi per valutare la situazione e cercare di capire quali siano gli strumenti alternativi che la circostanza ci offre, è il modo migliore per reagire attivamente, alla ricerca di una soluzione pratica e realistica. E’ necessario cambiare prospettiva: passare dalla persona smarrita che con sguardo attonito fissa la serratura del portone ripetendosi “non ho le chiavi..”, alla persona che si autodetermina ad entrare in ogni modo possibile, perché “un modo per entrare deve pur esserci!” La vita è piena di porte di cui abbiamo smarrito le chiavi..ma l’atteggiamento mentale è fondamentale per andare oltre la soglia: ci saranno porte di cui ritroveremo le chiavi, altre che scassineremo, altre che prenderemo a spallate nella speranza che cedano (prima di noi)…ma fin quando faremo tutto ciò che è in nostro potere per varcarle, non affronteremo il rimpianto di non averci provato.

Pensare da Campione

La pubblicità di una nota marca di orologi recitava: “calcoliamo il centesimo di secondo che separa chi vince da chi partecipa”. Lo sport agonistico è competizione e si compete per vincere, non certo per partecipare: magari alle olimpiadi sarà importante esserci…ma non certo quanto per  salire sul più alto gradino del podio. Dopo tutto se ci si allena per giorni, settimane, mesi ed anni, è per la voglia di primeggiare prevalendo su tutto e su tutti: che siano gli altri, un destino avverso, un pronostico sfavorevole, vincere è la più gratificante ed appariscente forma di autoaffermazione. Ma quanti si allenano a vincere? Pochi, perché per primeggiare in qualsiasi sport (come nella vita) la cosa più importante da allenare è la testa. Continue reading

Il significato è nella risposta

Quante volte abbiamo detto a qualcuno “tu non mi hai capito” solo perché la risposta disattendeva le nostre aspettative? Quante volte pensavamo di essere stati chiari, salvo venire smentiti dai fatti? Non sono rari  diverbi del tipo: A: “ti avevo detto che DOVEVI portare fuori il cane!”… B: “no, tu avevi detto DOVRESTI portare fuori il cane, il che significa che non era strettamente necessario” A: “se non fosse stato strettamente necessario ti pare che te lo avrei chiesto?” B: “veramente tu non hai fatto nessuna richiesta ma eventualmente una considerazione” A: “mi pare evidente che la mia considerazione in realtà fosse una richiesta” B: “sembrerà evidente a te, che te la canti e te la suoni..” Nel frattempo il cane ha fatto la pipì in casa.. Continue reading

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